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	<title>notizie cgd lombardia</title>
	<link>http://www.cgdlombardia.it/notiziario</link>
	<description>il notiziario dei genitori democratici della Lombardia</description>
	<pubDate>Fri, 28 May 2010 08:02:58 +0000</pubDate>
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		<title>Patto per la legalità - Il CGD partecipa</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 08:02:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cari amici ed amiche,
E&#8217; con la consapevolezza dell&#8217;importanza storica di questo evento per i GENITORI, che vi comunichiamo che il CGD Nazionale ha partecipato, nella persona della Presidente Nazionale Angela Nava Mambretti, su richiesta del MIUR, insieme ad alcune delle altre associazioni di genitori, all&#8217;iniziativa UN PATTO PER LA LEGALITA&#8217;, 23 maggio 2010, Palermo,a 18 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici ed amiche,<br />
E&#8217; con la consapevolezza dell&#8217;importanza storica di questo evento per i GENITORI, che vi comunichiamo che il CGD Nazionale ha partecipato, nella persona della Presidente Nazionale Angela Nava Mambretti, su richiesta del MIUR, insieme ad alcune delle altre associazioni di genitori, all&#8217;iniziativa <strong>UN PATTO PER LA LEGALITA&#8217;</strong>, <em>23 maggio 2010</em>, <em>Palermo</em>,a 18 anni dall&#8217;uccisione di Falcone e Borsellino.<br />
Nell&#8217;aula bunker, alla presenza del Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso e di Maria Falcone, con altri esponenti della giustizia italiana ed estera siamo stati chiamati ad essere testimoni attivi ed operatori della legalita&#8217; nel nostro quotidiano di genitori educatori e cittadini.<br />
Trovate sul nostro sito alcune foto dell&#8217;evento ed il discorso di D.Guarnieri(AGE), attuale coordinatore di FONAGS (Forum Nazionale delle Associazioni dei Genitori nella Scuola) che  ha tenuto davanti alle circa 5000 persone presenti.</p>
<p>&#8220;<em><strong>Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.</strong></em>&#8221; G.FALCONE</p>
<p> 
</p>
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		<title>Lettera emblematica dei genitori di una scuola primaria di milano</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 08:58:20 +0000</pubDate>
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	<category>generale</category>
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		<description><![CDATA[Il Comitato Genitori della Scuola Primaria Leone Tolstoi di Milano esprime profonda preoccupazione per le ricadute che avrà sull’organizzazione didattica la riduzione del numero di docenti prevista per il prossimo anno.
 A fronte dell’aumento di 1900 alunni la scuola primaria milanese dovrà funzionare con 700 docenti in meno e senza insegnanti specialisti di lingua inglese. A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font size="3"><font face="Times New Roman">Il Comitato Genitori della Scuola Primaria Leone Tolstoi di Milano esprime profonda preoccupazione per le ricadute che avrà sull’organizzazione didattica la riduzione del numero di docenti prevista per il prossimo anno.<br />
</font></font> <font size="3"><font face="Times New Roman">A fronte dell’aumento di 1900 alunni la scuola primaria milanese dovrà funzionare con 700 docenti in meno e senza insegnanti specialisti di lingua inglese. A 2.900 bambini è stato negato il tempo pieno perché 150 classi sono state trasformate d’ufficio a tempo normale.<br />
</font></font><font size="3"><font face="Times New Roman">I tagli colpiranno la nostra scuola e oltre il 92% delle scuole milanesi. </font></font></p>
<p><font size="3"><font face="Times New Roman"><a id="more-102"></a><img title="More..." height="10" alt="More..." src="http://www.cgdlombardia.it/notiziario/wp-includes/js/tinymce/themes/advanced/images/spacer.gif" width="870" name="mce_plugin_wordpress_more" /></font></font><font size="3"><font face="Times New Roman"><font size="3"><font face="Times New Roman">Per Per poter attuare il piano dell’offerta formativa, presentato ai genitori all’atto dell’iscrizione dei loro figli, sono indispensabili 44 docenti per 22 classi a tempo pieno (40 ore con due docenti contitolari e 4 ore di compresenza).<br />
</font></font><font size="3"><font face="Times New Roman">L’organico di diritto assegnato è invece di 41 docenti ed è stato calcolato considerando 3 classi prime non più a tempo pieno, come richiesto dai genitori, ma a tempo normale (27 ore con 1 solo rientro pomeridiano a scuola).<br />
</font></font><font face="Times New Roman" size="3"> </font></font></font><font size="3"><font face="Times New Roman"><font size="3"><font face="Times New Roman">Il Comitato Genitori pertanto teme con forte preoccupazione che nei prossimi anni le richieste delle famiglie non saranno più soddisfatte e che i tagli comporteranno un inaccettabile impoverimento dell’offerta formativa.. Anche in presenza della garanzia di un tempo scuola di 40 ore, se si utilizzeranno le ore di compresenza per completare l’orario nelle classi che non avranno un numero sufficiente di insegnanti, si renderà impossibile la realizzazione delle uscite didattiche e delle attività di laboratorio o a piccoli gruppi. Si renderà altresì necessario smistare le classi dei docenti assenti fino a 6 giorni con conseguente scadimento della qualità della didattica.<br />
</font></font><font face="Times New Roman" size="3"> </font></font></font><font size="3"><font face="Times New Roman"><font size="3"><font face="Times New Roman">Il Comitato Genitori, insieme al Dirigente scolastico e al Consiglio di Istituto, chiede l’assegnazione di tutto il personale necessario a soddisfare le richieste delle famiglie e a garantire il funzionamento, secondo quanto previsto dal piano dell’offerta formativa, di tutte le classi a tempo pieno.<br />
</font></font><font size="3"><font face="Times New Roman">Chiede inoltre l’assicurazione che la scuola riceva in tempi brevi quanto anticipato per le supplenze brevi (oltre 150.000 Euro)<br />
</font></font><font face="Times New Roman" size="3"> </font></p>
<p></font></font><font size="3"><font face="Times New Roman">Il Comitato Genitori, in uno spirito di collaborazione con il personale docente e ATA, intende mettere in atto con determinazione tutte le iniziative che riterrà opportune per garantire a tutti gli alunni il diritto a una Scuola di qualità.<br />
</font></font><font face="Times New Roman" size="3"> </font></p>
<p><font size="3"><font face="Times New Roman">Milano, 20 maggio 2010</font></font></p>
<p><font size="3"><font face="Times New Roman"> Al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca scientifica<br />
All’Ufficio Scolastico Regionale<br />
All’Ufficio Scolastico Provinciale</font></font></p>
<p><font size="3"><font face="Times New Roman"><font size="3"><font face="Times New Roman"><br />
 </font></font></font><font size="3"><font size="3"><font face="Times New Roman" /></font></font></font><font size="3"><font size="3"><font size="3"><font face="Times New Roman"> </p>
<p></font></font></font> </p>
<p></font>
</p>
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		<item>
		<title>Patto corresponsabilità  - Ne parliano il 19 maggio 2010 alle ore 18.00 a Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 10:51:18 +0000</pubDate>
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	<category>generale</category>
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		<description><![CDATA[All’interno del progetto “Patto di corresponsabilità” , avviato a partire dall’anno scolastico 2008/09 e proseguito nel corrente anno scolastico, il Dott.  MARIO RUSSO, Psicologo, Formatore EPA e CGD, incontra a Milano  il 19 maggio alle ore 18.00 presso la sala conferenze della BPM in via Massaua 6 docenti e genitori per inquadrare all’interno del rapporto tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All’interno del progetto “Patto di corresponsabilità” , avviato a partire dall’anno scolastico 2008/09 e proseguito nel corrente anno scolastico, il Dott.  MARIO RUSSO, Psicologo, Formatore EPA e CGD, <em>incontra <strong>a Milano</strong></em> <em> il <strong>19 maggio alle ore 18.00 presso la sala conferenze della BPM in via Massaua 6 </strong></em>docenti e genitori per inquadrare all’interno del rapporto tra genitori e scuola il tema della collaborazione educativa, nel rispetto dei diversi ruoli, al fine di  contrastare il fenomeno del  bullismo e  per la  promozione di comportamenti prosociali, con particolare attenzione agli aspetti emotivo- empatici della relazione educativa. Tutti coloro che sono interessati sono invitati a prendere parte.
</p>
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		<title>Documento dell&#8217;assemblea dei rappresentanti di Circolo e Istituto Lodigiani al Ministro</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 07:00:17 +0000</pubDate>
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	<category>generale</category>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo il documento che l&#8217;assemblea dei rappresentanti di Circolo e
Istituto del Lodigiano ha stilato il 24 Aprile 2010. Dall&#8217;assemblea si
sono levate diverse proteste verso il cospicuo finanziamento che invece
arriva alle scuole non statali.

Non si capisce come mai i sostenitori delle regole da rispettare anche a scapito di bambini da
allontanare dalla mensa, non siano così rispettosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo il documento che l&#8217;assemblea dei rappresentanti di Circolo e<br />
Istituto del Lodigiano ha stilato il 24 Aprile 2010. Dall&#8217;assemblea si<br />
sono levate diverse proteste verso il cospicuo finanziamento che invece<br />
arriva alle scuole non statali.</p>
<p><a id="more-100"></a><br />
Non si capisce come mai i sostenitori delle regole da rispettare anche a scapito di bambini da<br />
allontanare dalla mensa, non siano così rispettosi delle regole da<br />
rispettare quando a farlo deve essere il ministero e di conseguenza il<br />
governo! <br />
Anche a Milano è in atto l&#8217;iniziativa dei Rappesentanti, la sta seguendo Grazia Conforti.<br />
Sarebbe bene che ci si potesse attivare in ogni provincia.<br />
A presto<br />
Paola Tramezzani                                                                                                           </p>
<p> </p>
<p> <em>Lodi, 24 aprile 2010</em></p>
<p><em>I sottoscritti genitori, Presidenti dei Consigli di Circolo e di Istituto delle scuole statali della Provincia di Lodi , riuniti in data odierna per esaminare la situazione finanziaria delle istituzioni da loro presiedute<br />
                                                                              premesso<br />
che  la legge 62/2000 e successive integrazioni  stabiliscono il finanziamento pubblico per garantire il funzionamento delle realtà scolastiche<br />
accertato<br />
che dal 2004 al 2009 le scuole statali della Provincia di Lodi hanno accumulato nei confronti del MIUR un credito di ben oltre  € 3.700.000,00 per spese di supplenze brevi, esami di Stato e altri compensi dovuti ad obbligo di legge e finalizzati all’erogazione del servizio scolastico,<br />
atteso<br />
che la loro mancata riscossione pregiudica il normale funzionamento della scuola statale costringendo a non onorare i contratti in essere (pagamento supplenze brevi, realizzazione dei corsi di recupero, cancellazione dei progetti già adottati dal POF, manutenzione laboratori)  e comporta un impoverimento dell’offerta formativa<br />
considerato<br />
che le diverse istituzioni scolastiche hanno ripetutamente chiesto l’erogazione dei finanziamenti spettanti, senza ottenere alcuna risposta,<br />
chiedono<br />
 una sollecita corresponsione dei fondi dovuti  per consentire alle scuole di poter operare nel pieno rispetto delle regole del bilancio dello Stato  e di assolvere adeguatamente il mandato loro assegnato dalla normativa vigente, garantendo in tal modo  un servizio qualificato e fondamentale  come sancito dalla Costituzione della Repubblica Italiana.</em></p>
<p><em>                                                                              Coordinamento Genitori del Lodigiano<br />
                                                                                                   Il Presidente del C. d. I. Maffeo Vegio - Lodi<br />
</em><a href="mailto:cgd.lombardia@fastwebnet.it"><em>cgd.lombardia@fastwebnet.it</em></a><br />
<em>seguono firme </em>
</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Lombardia, i buoni scuola vanno ai privati</title>
		<link>http://www.cgdlombardia.it/notiziario/?p=99</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 14:22:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
		
	<category>generale</category>
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		<description><![CDATA[LA GIUNTA FORMIGONI SCEGLIE DA CHE PARTE STARE: AGLI ISTITUTI PUBBLICI RESTANO LE BRICIOLE

di Chiara Paolin &#8220;Da il Fatto Quotidiano 20 dicembre 2009&#8243;

Le scuole private lombarde possono stare tranquille fino al 2015. Regnante Formigoni, non avranno problemi di bilancio: il giochino del “buono scuola” è promosso a pieni voti. La Costituzione vieta di finanziare direttamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Georgia"><font size="2">LA GIUNTA FORMIGONI SCEGLIE DA CHE PARTE STARE: AGLI ISTITUTI PUBBLICI RESTANO LE BRICIOLE<br />
</font><br />
<font size="2">di Chiara Paolin &#8220;Da il Fatto Quotidiano 20 dicembre 2009&#8243;</font><br />
</font><font face="Georgia"><a id="more-99"></a></p>
<p>Le scuole private lombarde possono stare tranquille fino al 2015. Regnante Formigoni, non avranno problemi di bilancio: il giochino del “buono scuola” è promosso a pieni voti. La Costituzione vieta di finanziare direttamente gli istituti privati, ma a Milano e dintorni si possono distribuire a piene mani i preziosi ticket che consentono di mandare i ragazzi dalle elementari al liceo sui banchi privati coi soldi pubblici. Per la precisione, nell’anno 2008/2009, il 9% degli scolari ha consumato l’80% delle risorse assegnate allo studio, ovvero 47 milioni di euro finiti a pagare le rette di collegi e pie istituzioni per 98.392 ragazzi a fronte dei 12 milioni destinati al restante milione di studenti lombardi.<br />
Un meccanismo spiegato dal “Rapporto 2009 sul finanziamento pubblico alla scuola privata in Lombardia” sulla base di un’analisi rigorosa del database dell’Assessorato all’Istruzione. Indagine annuale che stavolta ha richiesto particolare impegno visto che i dati sensibili sono stati affidati alla società di servizi Accor, quella dei ticket restaurant, scelta per rendere ancor più fluida l’attribuzione. Infatti il sistema funziona benissimo, specie grazie a qualche regoletta da dieci e lode. Lo status patrimoniale del richiedente, ad esempio. Mentre i genitori degli studenti della scuola pubblica devono esibire il certificato Isee per accedere a un piccolo contributo, i richiedenti la “dote per la libertà di scelta” (questo il romantico nome scelto per il bonus) godono di uno scivolo speciale, ovvero l’indicatore reddituale, dove i limiti sono molto più tolleranti e, soprattutto, non si deve dichiarare la propria situazione patrimoniale, sia mobiliare sia immobiliare.<br />
Così succede che oltre 4 mila beneficiari del ticket dichiarino al fisco un reddito tra i 100 mila e 200 mila euro annui: non proprio dei bisognosi. Altri risultano residenti nelle zone più prestigiose di Milano, come la Galleria Vittorio Emanuele o via Manzoni, roba da 20 mila euro al metro quadro. Restando sui grandi numeri, soltanto il 25% dei beneficiari dichiara un reddito inferiore a 30 mila euro, mentre tutti gli altri, cioè il 75%, sta tra i 30 mila e i 198 mila euro. Non è un aiuto per poveri, insomma.<br />
</font>
</p>
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		<item>
		<title>Nuove superiori, per Consiglio Stato servono chiarimenti</title>
		<link>http://www.cgdlombardia.it/notiziario/?p=98</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 14:17:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
		
	<category>generale</category>
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		<description><![CDATA[Questa la notizia riportata su &#8220;Aprile&#8221; - online.info - diretto da Carla Ronga con data 13 dicembre 2009

Scuola    -  Si complica il cammino di riforma della scuola secondaria superiore che il ministro dell&#8217;Istruzione, Mariastella Gelmini, intende a tutti i costi introdurre già a partire dal prossimo anno scolastico: alle opposizioni di sindacati e associazioni di categoria, al problema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa la notizia riportata su &#8220;Aprile&#8221; - online.info - diretto da Carla Ronga con data 13 dicembre 2009</p>
<p><a id="more-98"></a></p>
<p>Scuola    -  Si complica il cammino di riforma della scuola secondaria superiore che il ministro dell&#8217;Istruzione, Mariastella Gelmini, intende a tutti i costi introdurre già a partire dal prossimo anno scolastico: alle opposizioni di sindacati e associazioni di categoria, al problema dei tempi di attuazione divenuti sempre più stretti (se il giudizio delle commissioni parlamentari non arriva potrebbe non bastare la proroga di un mese per le iscrizioni al primo anno già introdotta dal Miur), ora si aggiungono le forte perplessità espresse dal Consiglio di Stato</p>
<p>Le critiche dei giudici di Palazzo Spada, contenute nel documento n. 7149 del 9 dicembre scorso, reso pubblico nelle ultime ore, riguardano più punti della discussa riforma di licei, tecnici e professionali le cui basi poggiano nell&#8217;articolo 64, comma 4, del decreto legge n. 112/08: i punti poco chiari sarebbero così rilevanti da indurre il Consiglio di Stato a sospendere le valutazioni di rito e chiedere &#8220;che il Ministero dell&#8217;istruzione fornisca i chiarimenti richiesti&#8221; poiché &#8220;non è chiaro se il testo predisposto si mantenga nei limiti della delega&#8221;.<br />
Il primo punto ritenuto dubbio dai giudici di secondo grado della giustizia amministrativa è di tipo normativo: la bozza di riforma prevede, infatti, che alcuni punti fondamentali (obiettivi specifici di apprendimento, articolazione delle cattedre e definizione degli indicatori per la valutazione) vengano introdotti attraverso un semplice decreto ministeriale.<br />
Il Consiglio di Stato, invece, ritiene che occorra l&#8217;approvazione di una legge. Ma un provvedimento di questo tipo necessiterebbe tempi decisamente lunghi vanificando in partenza l&#8217;obiettivo del ministro di creare già da settembre delle prime classi sulla base dei nuovi programmi.<br />
Un altro punto ritenuto &#8220;debole&#8221; è quello dei tetti a piani di studio che ogni singolo istituto dovrebbe scegliere da sé sulla base di esigenze specifiche territoriali: i cosiddetti &#8220;curricolo&#8221; imposti dal ministero dell&#8217;Istruzione - il 20% al primo biennio, il 30% nel secondo biennio e il 20% nel quinto anno - non sembrano bastare a palazzo Spada. Che facendo riferimento al regolamento sull&#8217;autonomia della scuola (il dpr n.275/99) fa intendere la necessità di lasciare più margini alle scuole.<br />
I giudici del Consiglio di Stato hanno poi espresso un certo scetticismo sulle procedure che porteranno ai nuovi piani di studio e ai programmi ministeriali: ritengono che sarebbe il caso &#8220;che il Ministero dell&#8217;istruzione illustri la graduazione di tale passaggio, anche con riguardo alla tutela dell&#8217;affidamento degli studenti che, trovandosi nelle situazioni di transito, subiranno una modificazione dell&#8217;iter formativo prescelto&#8221;. I cambiamento, fanno intendere, andrebbe introdotto per vie decisamente più graduali.<br />
Forti perplessità sono state infine esplicitate dal Consiglio di Stato anche sulla revisione degli organi collegiali, responsabili delle strategie principali di ogni singolo istituto superiore: i nuovi regolamenti ministeriali prevedono l&#8217;introduzione di dipartimenti, composti da docenti individuato dal collegio dei docenti,a soprattutto l&#8217;attuazione di un comitato scientifico formato da docenti e da esperti esterni.<br />
Anche su questo fronte &#8220;sarebbe più coerente con l&#8217;obiettivo di realizzare l&#8217;autonomia - scrive il Consiglio di Stato -, lasciare alle istituzioni scolastiche la scelta in merito all&#8217;opportunità di istituire tali organi&#8221;.</p>
<p> </p>
<p> 
</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Intervento della Presidente del CGD all&#8217;audizione VII comm.ne Senato dell&#8217;11/11/2009</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 13:47:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
		
	<category>generale</category>
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		<description><![CDATA[Di seguito si riportano le osservazioni della Presidente del CGD Angela Nava in merito alla riforma della scuola superiore, espresse nel suo intervento all&#8217;audizione VII commissione del Senato in data 11 Novembre 2009
MEMORIA SCRITTA AUDIZIONE 12 NOVEMBRE 2009
Senato della Repubblica – VII CommissioneRingraziamo dell’opportunità di ascolto che ci è offerta, l’unica peraltro in una sede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di seguito si riportano le osservazioni della Presidente del CGD Angela Nava in merito alla riforma della scuola superiore, espresse nel suo intervento all&#8217;audizione VII commissione del Senato in data 11 Novembre 2009</p>
<p><strong><font size="3"><font face="Arial"><a id="more-97"></a>MEMORIA SCRITTA AUDIZIONE 12 NOVEMBRE 2009<br />
Senato della Repubblica – VII Commissione</font></font></strong><strong><font size="3"><font face="Arial">Ringraziamo dell’opportunità di ascolto che ci è offerta, l’unica peraltro in una sede istituzionale, a fronte delle numerose richieste fatte, convinti da sempre che modifiche strutturali alla scuola abbiano bisogno di una consultazione serena ed ampia che coinvolga tutti gli attori della scuola stessa.</p>
<p>La riforma dell’istruzione superiore la cui attesa data da svariati decenni sembra giustificare l’esigenza di una sua immediata applicazione.</p>
<p>Le problematiche sollevate indurrebbero invece a maggiore prudenza e ad un impianto di riforma che nasca da un dibattito ampio e partecipato.</p>
<p>Se apprezziamo la doverosa riduzione degli indirizzi e delle relative qualifiche che connotavano l’istruzione superiore, non possiamo non rilevare come i profili educativi, culturali e professionali degli studenti in uscita non sembrano tener conto di anni di esperienza della scuola sul campo.</p>
<p>Anche rispetto al numero i sei licei saranno di fatto dodici; i previsti undici indirizzi dell’istruzione tecnica – limitati e ampi secondo l’originario progetto innovativo – attraverso l’introduzione di opzioni sono destinati ad aumentare considerevolmente proprio quando è consapevolezza comune la necessità di abbandonare la logica della professionalizzazione specifica, per formare professionalità ampie, fondate su una più solida formazione di base, culturale e professionale.</p>
<p>Il superamento dell’insegnamento per singole discipline, la necessità di una didattica laboratoriale, l’analisi di caso e la soluzione di problemi, il lavoro per progetti l’alternanza sono modalità che sono presentate più come un <em>optional </em>affidato all’autonomia delle istituzioni scolastiche che come una serie di inderogabili</p>
<p>L’obbligo di istruzione a 16 anni avrebbe imposto una seria riflessione su un biennio unitario, obbligatorio, orientativo ed orientante: nei bienni dei licei non esiste nessuna area comune, quindi niente biennio unitario: L’area comune c’è nei tecnici e nei professionali: il rischio pertanto è una gerarchizzazione tra scuole, come se lunitarietà fosse utile solo per l’istruzione tecnica.</p>
<p><span lang="PT-BR">Si ripropone di fatto una scelta a 14 anni tra percorsi di istruzione con identità molto definite (licei, tecnici, professionale) e tra istruzione e formazione professionale. Il problema che emerge nel caso dei Licei è una scarsissima attenzione alla dimensione della operatività: come se la capacità di rapportarsi concretamente ai problemi non fosse una dimensione culturale indispensabile e la riflessione rqzionale sul mondo fosse possibile senza avere sperimentato in prima persona il modo in cui esso si opera<br />
</span><span lang="PT-BR" /><span lang="PT-BR">Nei Tecnici debbono essere superati due vecchi schemi: Il primo è la separazione fra un’area comune che si assume tutto il compito di “fare cultura” e un’area di dindirizzo esclusivamente dedita alle competenze tecniche. Il secondo è un rapporto fra scienza e tecnologia che vedela prima solo come propedeutica alla seconda, ignora il rapporto circolare e permanente fra le due.<br />
</span><span lang="PT-BR" /><span lang="PT-BR">Non avendo nè la pretesa, nè l’ambizione della tuttologia, inteverremo solo su quei punti degli schemi di regolamento che rientrano nella sfera di osservazione ed intervento di u’associzione di genitori che opera nella scuola italiana da più di 30 anni.<br />
</span><span lang="PT-BR" /><u><span lang="PT-BR"> </span></u><u><span lang="PT-BR"> </span></u><u><span lang="PT-BR">LICEI<br />
</span></u><span lang="PT-BR" /><span lang="PT-BR">Occorre<br />
</span><span lang="PT-BR" /><span lang="PT-BR">-         </span><span lang="PT-BR">indicare con più chiarezza le competenze in uscita, spesso confuse con gli obiettivi di apprendimento;<br />
</span><span lang="PT-BR">-         </span><span lang="PT-BR">una maggiore chiarezza sui crediti che consentano i passaggi degli alunni da un percorso ad un altro in un processo di riorentamento;<br />
</span><span lang="PT-BR">-         </span><span lang="PT-BR">prevedere un’area comune dei saperi alla luce dell’innalzamento dell’obbligo;<br />
</span><span lang="PT-BR">-         </span><span lang="PT-BR">un impegno preciso sulla formazione degli inseganti.<br />
</span><span lang="PT-BR" /><u><span lang="PT-BR"> </span></u><u><span lang="PT-BR"><u><span lang="PT-BR">ISTITUTI TECNICI<br />
</span></u><span lang="PT-BR" /><span lang="PT-BR">-         </span><span lang="PT-BR">Conoscenze, abilità e competenze vanno definite con più precisione per non dare adito ad ambiguità.<br />
</span><span lang="PT-BR">-         </span><span lang="PT-BR">Va valorizzata la cultura del lavoro superando la dicotomia tra fare e conoscere.<br />
</span><span lang="PT-BR" /><span lang="PT-BR" /><span lang="PT-BR" /><span lang="PT-BR" /><span lang="PT-BR" /><span lang="PT-BR"><br />
</span><span lang="PT-BR"><br />
</span><u><span lang="PT-BR">ISTITUTI PROFESSIONALI<br />
</span></u><span lang="PT-BR" /><span lang="PT-BR" /><span lang="PT-BR">-         </span><span lang="PT-BR">Va ribadita la pari dignità del percorso professionale rispetto a quello liceale e tecnico;<br />
</span><span lang="PT-BR">-         </span><span lang="PT-BR">Va definita la tempistica delle intese tra MIUR e Regioni per l’indispensabile collaborazione con la formazione regionale.<br />
</span><span lang="PT-BR" /><span lang="PT-BR" /><span lang="PT-BR" /><span lang="PT-BR">Vale per tutti e tre i Regolamenti in oggetto la rilevazione dell’incogruenza tra il <u>potenziamento</u> degli organici e <u>i limiti finanziari di cui alla legge 133/09.<br />
</u></span><span lang="PT-BR" /><span lang="PT-BR" /><span lang="PT-BR">Il riordino dell’istruzione superiore comporterà una riorganizzzione complessiva all’interno delle scuole, faticosa per poter arrivare all’elaborazione del POF e richiederà un complesso e nuovo orientamento volto agli studenti e alle loro famiglie.<br />
</span><span lang="PT-BR" /><span lang="PT-BR">Esprimiamo la preoccupazione che molti genitori ci rappresentano e chiediamo il irnvio dell’attuazione del rirdino per avviare una consultazione più ampia r partecipata col mondo della scuola e ribadiamo l’assoluta necessità di non coinvolgere contestualmente nel riordino le seconde classi.<br />
</span><span lang="PT-BR" /><span lang="PT-BR" /></p>
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<p></font></font></strong> 
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