Valutazione e Competenze - Gruppo di lavoro Firenze 23/25 ottobre 2009
Il gruppo di lavoro “valutazione e competenze”, ha iniziato la discussione sul tema della “valutazione” distinguendola in due ambiti: “valutazione del sistema scolastico e delle singole istituzioni autonome”; “valutazione degli apprendimenti e delle competenze degli allievi”.
Prima di entrare nel merito, viene condivisa la definizione generale, proposta nella relazione presentata da Mario Russo, che definisce la valutazione come “attribuzione di valore”. Vale a dire, collocare gli oggetti o i fenomeni che osserviamo, misuriamo rendicontiamo sullo sfondo dei valori di riferimento e degli obiettivi che vogliamo perseguire.
Si pone in evidenza la necessità di finalizzare la valutazione alla definizione di strumenti e strategie che concorrano a migliorare l’andamento e quindi si ritiene che un efficace sistema di valutazione concorra a fornire elementi utili per chi deve assumere decisioni.
A tale finalità si contrappone la tentazione di utilizzare gli esiti per stilare classifiche di merito. I genitori chiedono di poter accedere ad una scuola e pubblica, statale e paritaria, di pari livello su tutto il territorio nazionale e l’idea di far crescere la qualità attraverso la competizione porta invece alla diversificazione di erogazione del servizio. Per quanto possa risultare accattivante l’idea di far emergere le eccellenze, ci si chiede, per contro, chi mai iscriverebbe i propri figli in una scuola che non risulta tra le migliori.
Valutazione del sistema scolastico e delle singole istituzioni autonome
In conseguenza a tale premessa, per quanto riguarda la “valutazione del sistema scolastico e delle singole istituzioni autonome”, il gruppo di lavoro ha concordato sulla necessità che il sistema scolastico nazionale venga periodicamente analizzato e valutato da un’entità autonoma e indipendente. Tale agenzia dovrebbe attivare strumenti di indagine atti a fornire elementi comparativi che consentano alle scuole di individuare il proprio livello qualitativo in rapporto al contesto nazionale e internazionale. Ciò per tendere ad un livello omogeneo e di qualità dell’erogazione della formazione.
Un buon sistema di valutazione non risulterà tuttavia efficace se la formazione degli operatori scolastici non tornerà ad essere obbligatoria.
Valutazione degli apprendimenti e delle competenze degli allievi
La recente reintroduzione della valutazione numerica non è di per sé un valore e tanto meno risolve un problema complesso come quello della valutazione degli alunni e degli studenti.
La valutazione deve essere intesa come formativa. Non deve avere un valore di giudizio o di classificazione, ma deve concorrere a favorire la consapevolezze dell’allievo al fine di migliorarsi. Quando la valutazione viene espressa con queste finalità, produce un valore aggiunto.
E’ auspicabile superare un sistema che pone l’accento soprattutto sulla valutazione delle conoscenze, trascurando la valutazione delle capacità e delle abilità. Ciò si può ottenere valorizzando i curricola attraverso un intervento metodologico che metta sullo stesso piano l’aspetto teorico e l’aspetto operativo (vedi esperienze di stage nelle scuole superiori).o da sempre negli istituti professionali alberghieri, agrari, conservatori e del sistema di istruzione sanitaria.
Per mettere gli allievi in grado di accrescere la consapevolezza del proprio percorso di sviluppo e stimolare il raggiungimento di obiettivi realistici, rimane di fondamentale importanza incentivare la prassi dell’autovalutazione.
E’ tuttavia necessario definire anche un sistema di certificazione delle competenze come indicato dagli obiettivi di Lisbona 2000 e già in uso per le lingue straniere.
Il sistema scolastico consente infatti di accedere a titoli che poi vengono utilizzati anche per l’accesso al mondo del lavoro.
Dovremmo poter distinguere tra la valutazione formativa (soggettiva) e, che tiene conto anche e soprattutto dei processi, dalla certificazione delle competenze effettivamente acquisite (oggetiva).
